Sicurezza stradale: Vision Zero e Recovery Fund

Lo scorso anno a Stoccolma si è tenuta la terza Conferenza ministeriale globale sulla sicurezza stradale per il raggiungimento degli obiettivi 2030 in cui hanno partecipato diverse delegazioni di ministri, organizzazioni governative, regionali e sub regionali riunite per chiedere un maggiore impegno politico, sociale ed economico per prevenire gli eccessi di velocità ed imporre un limite di 30 km/h nelle aree in cui persone e mezzi si mescolano.

Un fenomeno, quello degli incidenti, che comporta un costo sociale importante che non riguarda solamente pedoni o ciclisti (spesso i più colpiti da questi eventi) ma anche automobilisti e motociclisti.

Questo costo sociale così elevato trova nella velocità la sua causa principale. Un fattore che però può essere controllato e addomesticato attraverso un monitoraggio dell’andatura, una riduzione della sezione stradale, aumentando forme di modal share ed incentivando l’uso del trasporto pubblico o di forme differenti di trasporto. Bisogna mettere al centro della mobilità le persone e non i mezzi. In una sigla: CITTA’ VISION ZERO. Una nuova mobilità, sicurezza stradale, ambiente, decarbonizzazione, partecipazione e rigenerazione urbana.

E’ giunto il momento di cambiare il concetto di mobilità e di trasporto nelle città. Serve un concetto nuovo che ridisegni il suo assetto urbano e promuova forme di sostenibilità (economica, sanitaria, locale), idee per migliorare le città e far nascere progetti e piani di adeguamento e sistemazione, nuovi scenari di sviluppo urbano (isole ambientali, ridefinizione degli spazi, forme di mobilità per lavoro e studio). Bisogna costruire una nuova visione di convivenza civile che guardi allo sviluppo come fattore di crescita, che favorisca il giusto rapporto tra ambiente e innovazione che consenta ai cittadini di vivere a pieno la città.

Con il Next Generation EU si può pensare ad una trasformazione eco-sostenibile del Paese e delle città.

La Basilicata e i suoi principali contesti urbani – Potenza e Matera – ha l’obbligo di cogliere l’opportunità del Next Generation e del Recovery Fund per ripensare non solo la mobilità e il trasporto ma costruire un’idea e una visione di sviluppo per le nostre città che possano così essere di esempio per una vera e propria transizione ecologica e un nuovo modello di crescita.

Sprecare quest’occasione significa destinare le città ad un abbandono e ad un lento degrado. Bisogna investire in modo saggio e innovativo per rendere le città resilienti e funzionali alle nuove sfide del secolo.

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