Quel mondo giusto che voleva John Rawls

Quest’anno ricorrono due importanti anniversari: i cento anni dalla nascita di John Rawls (il 21 febbraio del 1921) e i 50 anni dalla pubblicazione di Una teoria della giustizia. Un autore ormai diventato un grande classico imprescindibile per chiunque voglia approcciarsi al pensiero politico.

Tentare di proporre in poche righe una sintesi della complessa elaborazione concettuale di Rawls sarebbe impossibile e forse anche inutile ma non possiamo tuttavia esimerci dal ricordarlo e dal proporne la lettura. Dobbiamo farlo in virtù del grande contributo che egli ha dato al rilancio dell’idea di giustizia sociale, il tema principale attorno al quale ruota la sua intera opera: «La giustizia è la prima virtù delle istituzioni sociali, così come la verità lo è dei sistemi di pensiero. Una teoria, per quanto semplice ed elegante, deve essere abbandonata o modificata se non è vera. Allo stesso modo, leggi e istituzioni, non importa quanto efficienti e ben congegnate, devono essere riformate o abolite se sono ingiuste».

L’importanza del suo approccio è testimoniata non solo dall’enorme influenza e diffusione fra i suoi estimatori in tutto il mondo ma anche dal giudizio di un suo formidabile avversario come Robert Nozick per il quale si ragiona ormai o con Rawls o contro di Rawls.

In un contesto egemonizzato da un utilitarismo che, seppur declinato in varie forme, sosteneva che a contare fosse in definitiva il saldo di utilità netta e complessiva, Rawls tenta di fondare una possibilità di giustizia andando a recuperare e rivisitare l’antica teoria contrattualista per indirizzarla verso una nuova funzione: se il contrattualismo classico aveva la funzione di legittimare l’esistenza dello Stato, quello di Rawls ha il compito di fondare una società giusta. Il filosofo propone un esperimento mentale: immaginiamo di stendere davanti a noi un velo di ignoranza che ci impedisca di avere qualsiasi informazione sulla nostra posizione socioeconomica, sulle nostre capacità o sulla famiglia in cui nasceremo e ci venisse poi chiesto di accordarci sui principi che dovranno regolare il gioco sociale. Su quali principi si accorderebbero soggetti che non hanno la minima idea di quale posto nella società avranno in sorte? Quale sarebbe l’impostazione della società auspicata da chi non sa se nascerà ricco o povero?

Come si capisce, e sempre semplificando, Rawls ci invita ad abbandonare le consapevolezze derivanti dalla nostra più o meno agiata posizione. E in uno scenario del genere le parti si accorderebbero su due principi fondamentali: 1) tutti hanno diritto al più ampio possibile spazio di libertà personale; 2) le diseguaglianze sono ammesse solo se producono benefici a vantaggio di tutti e sono collegate a posizione aperte a tutti.

Voglio porre l’attenzione sull’ultima parte del secondo principio che giustifica la possibilità di diseguaglianze solo se esse sono occasione di vantaggio anche per i meno fortunati. È l’inserimento di un principio che Rawls chiama “di differenza” e che costituirebbe in ultima analisi la realizzazione di quella Fraternité proclamata dalla Rivoluzione francese.

Queste considerazioni che ho voluto semplificare e riportare in estrema sintesi (sono svolte in più di 500 pagine) ci conducono ad una visione della società attenta alla singolarità della persona che è invece dimenticata che un’impostazione tesa a massimizzare il bene collettivo della società, proponendo un’azione politica che non si riduca a pura pratica amministrativa ma che è invece animata da un criterio di giustizia e dal senso di un obbligo di riparazione verso i più svantaggiati.  Sono illuminanti le parole di Rawls: «La distribuzione naturale non è né giusta né ingiusta; né è ingiusto che gli uomini nascano in alcune posizioni particolari all’interno della società. Questi sono semplicemente fatti naturali. Ciò che è giusto o ingiusto è il modo in cui le istituzioni trattano questi fatti».

Riferimenti del libro: John Rawls, Una teoria della giustizia, Feltrinelli, 2017, pp. 576, euro 18,00, trad. it. di Ugo Santini (acquistabile online).

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