Exos: un’opportunità sfumata

Durante i miei periodici rientri in Basilicata in occasione delle varie festività o per la pausa estiva dalla vita universitaria, come si conviene ad uno studente fuorisede, mi è spesso stata posta, anche con una certa insistenza, una domanda: Ma alla fine dei tuoi studi, conti di ritornare qui?. Ho sempre risposto dicendo che se ce ne fosse stata l’occasione l’avrei fatto. Capirete, dunque, la mia tristezza nell’apprendere che la Basilicata si è lasciata sfuggire una di quelle occasioni che capitano una sola volta nella vita, da cogliere al volo senza farsi molte domande. Mi spiego meglio.

È di non troppo tempo fa la notizia della chiusura dell’accordo tra la Regione Piemonte e la EXOS Aerospace Systems & Technologies che porterà l’azienda texana ad aprire uno stabilimento e ad investire circa 10 milioni di euro nel Nord-Ovest del nostro Paese. Cosa c’entra la Basilicata? È molto semplice: lo stesso accordo era stato praticamente raggiunto dalla EXOS con la Regione Basilicata alla vigilia delle ultime elezioni regionali. L’unico elemento da definire era il sito da assegnare all’agenzia per iniziare la costruzione dello stabilimento che avrebbe garantito circa 350 posti di lavoro. La realtà però ci dimostra che qualcosa è andato storto: nel periodo di transizione da una Giunta regionale all’altra a quanto pare la trattativa è entrata in stallo e l’azienda non ha più ricevuto una risposta dall’Assessorato alle attività produttive e si è quindi rivolta verso altri “lidi” che in pochi mesi le hanno garantito un accordo completo.

La notizia mi riempie in particolar modo di amarezza, in primis perché in questi anni ho per la precisione proseguito la mia formazione proprio nell’ambito dell’ingegneria aerospaziale, ma soprattutto per chi ci si è fatti scappare. Forse non tutti conoscono la EXOS, ma nel settore aerospazio è una grossa azienda, una delle 10 ad avere la licenza di lancio, nonché una delle 3 a possedere razzi “riutilizzabili” (forse molti di voi conosceranno la più nota SpaceX per questo tipo di tecnologia). In Basilicata avrebbe investito in uno stabilimento per la ricerca e la produzione proprio di questa nuova tipologia di razzi (micro-razzi riutilizzabili), lanciando la Regione in un mercato in espansione e aprendo la nostra terra magari ad ulteriori investimenti.

La mia domanda allora è: una terra che soffre per la fuga dei suoi giovani, delle loro competenze ed esperienze, come ha potuto farsi sfuggire un’occasione così ghiotta? Possibile che l’Assessorato si sia fatto sfuggire questa opportunità? Oppure, ancora peggio, non sono state comprese le sue potenzialità?

A queste domande, l’unica risposta che sembra sia pervenuta, che suona quasi come una beffa, è che la Regione avrebbe contattato l’azienda per trovare un accordo affinché almeno i lanci avvengano in Basilicata. In pratica, non solo la somma investita viene persa insieme alle centinaia di posti di lavoro che si sarebbero potuti creare, ma vengono investiti soldi pubblici per incentivare un’attività che di per sé, da sola, non porta alcun beneficio alla Regione ed è inoltre economicamente non conveniente per l’azienda, che dovrebbe trasportare i razzi da un capo all’altro dello Stivale. La “risposta” è evidente sia un ripiego per mettere una toppa ad un errore madornale di una gestione politica assolutamente sbagliata e colpevole di aver lasciato ancora una volta la nostra terra indietro. È però ugualmente palese come questa controproposta sia in realtà ridicola, in quanto priva di ricadute sul tessuto economico della regione.

Alla domanda: “Ma alla fine dei tuoi studi, tornerai qui?”, permettete che vari un po’ la mia risposta: se ce ne sarà l’occasione sì, ma le premesse, per ora, non sono delle migliori.

Nato e cresciuto a Tito (Pz), attualmente è iscritto al corso di laurea magistrale in Ingegneria aerospaziale presso l'Università di Padova.

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