South working per ridurre lo spopolamento

L’emergenza sanitaria ha scardinato gli stereotipi del lavoro in sede e quel rapporto tra lavoro e unità di luogo che era stata alla base durante la fine del ‘900 e che ha visto le grandi città del Nord come Milano e Torino svilupparsi grazie ai tanti che raggiungevano queste mete dopo aver accettato un’offerta di lavoro.

La pandemia ha aperto una discussione sui luoghi di lavoro e le città, ovvero ci si chiede se ci sia la possibilità di lavorare da casa ponendo il lavoratore e le sue scelte abitative al centro di un nuovo modello di sviluppo innovativo e sostenibile ad esempio per le aree interne che da sempre combattono con il fenomeno dello spopolamento.

I grandi dati economici mostrano come lo “smart working” se pur in maniera ridotta sarà presente nel prossimo futuro, quindi è necessario pensare a questo fenomeno come un’opportunità che possa valorizzare e far rivivere parti di territorio interni che lottano con il fenomeno dello spopolamento e con varie crisi sociali e demografiche.

Naturalmente lo smart working non sarà l’unica soluzione a questo problema e senza investimenti su infrastrutture e sevizi difficilmente sarà inteso come una scintilla che potrà innescare idee e progetti.

Per far sì che questo fenomeno occasionale si traduca in un nuovo modello è necessario che le politiche non solo lavorative ed economiche cambino la loro struttura ma anche l’idea di sviluppo e valorizzazione dei borghi subisca un mutamento sostanziale e incentivi l’abitare e il vivere in piccole realtà che possano funzionare a sistema con realtà più grandi.

La Regione Basilicata è una di quelle regioni del Sud cha ha subito di più il fenomeno del south working – ovvero il ritorno dal nord di lavoratori e studenti che durante e dopo il lockdown hanno preferito trasferirsi nella regione – e proprio per questo motivo dovrebbe puntare su un nuovo modello di sviluppo e attrattività dei nostri territori interni.

Attingendo dai fondi del Next Generation UE e dalle cospicue royalties del petrolio si potrebbero programmare politiche in grado di rendere ogni comune della Basilicata in grado di saper attrarre giovani coppie, studenti, possibili sedi universitarie e quant’altro in grado di creare vitalità ed economia.

È necessario dunque cogliere ogni tipo di novità e fenomeno in grado di ridare speranza ai giovani e ai territori che sono alla base di ogni cosa, la Regione Basilicata ha il dovere di cogliere questa sfida e provare ad arginare il fenomeno dello spopolamento che da tempo attanaglia i nostri comuni.

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